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Introduzione alle origini della disciplina spirituale dello yoga
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Lo Yoga della Scuola Atmanyoga di Ravenna. Origini, storia, caratteristiche, valori spirituali, pratiche di meditazione
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La Scuola Atmanyoga Ravenna promuove eventi in Romagna per la consapevolezza olistica e lo yoga
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di Meditazione e Yoga

Tel. 340.5140439

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RAVENNA

Mandukya Upanisad


Il sonno profondo: gli illuminati lo percepiscono come un incantevole oceano di silenzio e beatitudine.

Seminario di Yoga Onirico Tibetano Come essere consapevoli nel sogno lucido

YOGA ONIRICO TIBETANO Seminario di consapevolezza nel sogno

Con questo Seminario si praticano gli insegnamenti contenuti nel "Libro Tibetano dei Morti" e quelli dello Yoga del Sogno del Maestro Naropa, per sviluppare la facoltà di mantenersi coscienti e Testimoni distaccati anche quando la nostra mente sta sognando.

Possiamo considerare 5 forme di sogno Quelli che rispecchiano il tran tran quotidiano e generalmente sono produzioni incoerenti della mente conscia superficiale rappresentativi dei momenti vissuti nella giornata, oppure ricordi di un vissuto più remoto, e possono avere cariche emotive più o meno forti; poi ci sono quelli della mente inconscia, questi sogni sono espressioni simboliche dei bisogni primari della personalità profonda, sono quelli che interessano la psicologia occidentale perché rivelano in maniera più autentica il carattere della persona che sta dietro alla mente conscia e convenzionale. Nella cultura dello yoga vengono poi descritti: i sogni karmici, che sono quelli che emergono da esperienze vissute in altre esistenze; poi ci sono i sogni che vengono dalla mente supercosciente, questi sono sogni di luce e pienezza positiva, di conoscenza e pensieri ispirati, di vitalità e valori spirituali; infine possono avvenire sogni precognitivi che ci danno la conoscenza dei disegni futuri che si potrebbero realizzare.

Ho sognato una mia allieva di yoga alla quale sottoponevo di risolvere un compito di geometria chiedendole di calcolare l’area di un triangolo i cui lati rappresentavano le distanze da misurare su una carta geografica tra tre località. Quella stessa notte lei stava sognando di essere all’esame di maturità nel quale in storia le chiesero di illustrare su una carta geografica la triangolazione commerciale che avveniva nella tratta degli schiavi. Questi eventi insoliti, ma non rari, come le incredibili coincidenze, i fenomeni di sincronicità telepatica, di precognizione del futuro, di rimembranza karmica di vite trascorse, li vivo come squarci profondi nel velo illusorio di Maya che fa apparire il mondo tridimensionale nel quale il tempo scorre lineare da un passato ad un futuro, ed in cui i corpi viventi sono integrati ognuno con una mente distinta dalle altre. Questi squarci nel velo di Maya svelano che la realtà è inconcepibilmente inafferrabile. Allora con meraviglia e beatitudine diventiamo consapevoli dell’ essere Brahman-Atman, quello Spirito trascendente del Tutto che si svela attraverso la Visione della Vasta Realtà.

Seminario di Yoga del Sogno per vivere con consapevolezza

La coscienza nello stato di sonno


Il sistema cerebrale chiamato talamo-corticale è altamente organizzato, cioè si presenta come un sistema integrato di neuroni per il passaggio dei segnali elettrochimici tra le aree preposte a svolgere differenti funzioni, come quella della vista della forma e del colore, dell'udito, e della postura del corpo nello spazio e del movimento. Questo sistema permette un efficace passaggio di informazione tra tutte le aree coinvolte. Il neuroscienziato italiano Tononi ritiene che la coscienza sia il prodotto di questo sistema neuronale. Giulio Tononi definisce la coscienza come: “ciò che scompare quando dormiamo un sonno senza sogni. La coscienza è dunque tutto ciò di cui abbiamo esperienza: immagini, forme, colori, suoni, pensieri, emozioni e desideri. Quando essa scompare, per quanto ci riguarda, scompare l'universo intero. Quando ci risvegliamo da un sonno senza sogni, abbiamo la particolarissima sensazione di non essere esistiti, almeno per un certo tempo: né noi, né il mondo che ci circonda.” Ebbene anche qui la differenza di visione è radicale, per lo yogi la coscienza è proprio quell'unica realtà che non può scomparire, è impensabile dire, come fa Tononi: “quando essa scompare, per quanto ci riguarda, scompare l'universo intero”, ma quando mai scompare la coscienza? L'universo, quello sì, come oggetto percepito, come “cosa” di cui si ha esperienza può scomparire, è proprio bene che scompaia dalla coscienza se si vuole diventare coscienti della coscienza stessa. Fintanto che siamo coscienti delle cose dell'universo, difficilmente saremo coscienti della coscienza, solo quando le cose spariscono dal campo cosciente, allora scopriamo la realtà senza sovrapposizioni ingannevoli.  Cosa significa dire che: “la coscienza è dunque tutto ciò di cui abbiamo esperienza,” il neuroscienziato ripete l'equivoco in cui sovrappone alla realtà della coscienza la sua esperienza sensoriale di: “immagini, forme, colori, suoni, pensieri, emozioni e desideri.”


Inconciliabile con l'esperienza di noi yogi è pure la convinzione, che riprende una comune credenza, riguardo ad una coscienza che: “scompare quando dormiamo un sonno senza sogni.” Non è così, come ben sanno coloro che hanno sogni lucidi, cioè che sono contemporaneamente in stato cosciente e di sogno. Ciò viene insegnato nei miei seminari di “yoga onirico”, così come nelle precise “tecniche di yoga tibetano del sogno” nel quale si impara a riconoscere i sogni, a crearli e a riplasmarli, per poi dissolverli nella pura luce del campo di coscienza. Lo yogi sa, attraverso la sua esperienza meditativa diretta, che la coscienza non scompare nel sonno, ma subisce piuttosto la consolidata abitudine di identificarsi con il buio oscuro dell'inconsapevolezza ottenebrata; così come si identifica con il corpo fisico che agisce nel mondo della veglia cosciente: sono solo due identificazioni differenti con le quali la coscienza si ricopre nascondendosi a se stessa. A tal riguardo voglio raccontarvi un'esperienza da me vissuta una notte: “Aprii gli occhi nella stanza buia e con la mano cercai l'interruttore della luce, ma invano. Allora scesi dal letto, mossi due passi raggiungendo la porta, volevo aprirla per far entrare luce nella stanza e con la mano cercai la maniglia, ma non la trovai. Ero perplesso, quasi agitato, sentii il respiro cambiare, poi coscientemente capii: quello era un sogno, nulla succedeva di strano nella camera, ero semplicemente io che stavo ancora dormendo, allora tornai a sdraiarmi a letto. La stanza al buio esisteva solo come ricordo, volli abbandonare anche quel ricordo e sprofondare in me, mi assorbii affascinato in quella vastità oscura e immobile che trovai priva di pensieri e di immagini, solo il sottile campo della coscienza.” Tutto il contrario di quanto sostenuto da Tononi: “Quando ci risvegliamo da un sonno senza sogni, abbiamo la particolarissima sensazione di non essere esistiti.” Tutto il contrario, di come ha esperienza il veggente yogi della “Mandukya Upanisad”: 


5. Il sonno profondo:

la mente riposa, la consapevolezza è sospesa.

Questo stato è oltre la dualità,

da dove emergono le onde del pensiero;

gli illuminati lo percepiscono come un incantevole oceano

di silenzio e beatitudine.



Tratto da Fabio Valis, "Yoga per l' Anima. Il Libro dell' Atman Yoga", (2014).



Se vuoi partecipare ai seminari sugli insegnamenti tibetani per il sogno lucido  nel centro yoga a Ravenna richiedi il calendario con le prossime date disponibili.



  

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